Giornata della nutrizione promossa dal Crea.

Fake news alimentari

“Nutrinformarsi: difendersi dalle fake news” è il titolo della Giornata della nutrizione, promossa dal Centro di ricerca alimenti e nutrizione (CREA) il 15 novembre a Roma in via Ardeatina 546. L’obiettivo dell’incontro è stato smantellare la quantità di false credenze che circolano in ambito alimentare sul latte, sulla dieta senza glutine o sulle false notizie come quelle sul Parmigiano Reggiano e sul Grana Padano censurati dall’Oms. Le informazioni che circolano in rete e sui mass media – tv, radio, giornali – riguardo a salute e alimentazione possono essere poco attendibili o anche del tutto sbagliate. Gli italiani però, purtroppo, ci credono molto, come testimonia il rapporto di Eurobarometro del 2017.

La giornata si è conclusa con una tavola rotonda nella quale esperti, giornalisti e cittadini hanno dialogato e valutato la reale attendibilità delle diverse fonti che ogni giorno ci bombardano di notizie.

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Lo scorso 15 novembre a Roma si è svolto il primo incontro del ciclo “Nutrinformarsi: difendersi dalle fake news” organizzato dal Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) per fare chiarezza sui luoghi comuni e le fake news in ambito alimentare.

Tra gli ingredienti che sono più spesso oggetto di notizie errate sui media e sui social network c’è sicuramente il latte. Non a caso alle fake news sul latte e sui suoi derivati è stato dedicato l’intervento del ricercatore Crea Umberto Scognamiglio, che, sulla base dei risultati scientifici più recenti, ha smontato alcune affermazioni che sconsigliano il consumo di latte vaccino e dei suoi derivati a tutta la popolazione per presunti danni alla salute.

Tra i principali “falsi miti”, la convinzione che il consumo di latte sia “innaturale” dopo lo svezzamento, che provochi una perdita di calcio dalle ossa favorendo l’osteoporosi, che contribuisca all’aumento di peso e di colesterolo ematico. E ancora, che sia un fattore di rischio per tumori e patologie cardio-metaboliche e che contenga farmaci/pesticidi.

Scognamiglio, a conclusione dell’intervento, ha precisato che un consumo appropriato di latte e derivati ha effetti positivi in tutte le fasce di età, con l’eccezione di alcune specifiche condizioni patologiche, quali l’intolleranza accertata al lattosio e l’allergia alle proteine del latte.

 

Il consumo di latte e dei suoi derivati e gli effetti sulla salute umana: falsi miti ed evidenze scientifiche.
Questo documento si propone di rispondere, sulla base dei risultati scientifici più recenti, ad alcune affermazioni divulgate attraverso la rete e altri mezzi di comunicazione che sconsigliano il consumo di latte vaccino e dei suoi derivati a tutta la popolazione, per presunti danni alla salute.

1) Dopo lo svezzamento, il consumo del latte di altri mammiferi è dannoso in quanto “innaturale”, poiché due terzi della popolazione mondiale non sono in grado di digerire il suo zucchero principale, il lattosio.  Il latte e i suoi derivati, se consumati secondo le raccomandazioni delle agenzie nazionali deputate, contribuiscono a fornire macro- e micro- nutrienti essenziali durante tutto l’arco di vita. Il loro consumo è soprattutto importante durante l’infanzia, l’adolescenza e la prima giovinezza, periodo durante il quale aumentano la massa e la densità ossea. Nel caso di intolleranza al lattosio si consiglia comunque il consumo di yogurt e prodotti caseari a ridotto contenuto di lattosio.

2) Il consumo di latte e suoi derivati provoca una perdita di calcio dalle ossa in seguito ad acidificazione del sangue, contribuendo così all’osteoporosi. Non c’è una relazione di causa-effetto tra carico acido della dieta e salute dell’osso. Il bilancio del calcio corporeo non ne è influenzato perché, a fronte di un’aumentata escrezione urinaria, vi è un aumento
dell’assorbimento intestinale di questo minerale. Il calcio contenuto nel latte e i suoi derivati è altamente biodisponibile e questi alimenti contengono inoltre magnesio e fosforo, tutti cruciali per il metabolismo osseo.

3) Il latte e i suoi derivati sono ricchi di grassi e il loro consumo contribuisce all’aumento di peso e di colesterolo ematico. Il contenuto di grassi nel latte è relativamente basso (circa 3,6 g/100 g nel latte vaccino intero) e contiene alcuni grassi che hanno un ruolo positivo per nostro organismo. Inoltre, il contributo del consumo di latte all’apporto totale di colesterolo alimentare è molto limitato. Nei bambini e negli adolescenti il consumo di latte e yogurt è inversamente correlato all’aumento di peso corporeo.

4) Il latte è un fattore di rischio per i tumori. Allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, è stato osservato un effetto protettivo del consumo di latte e derivati per il tumore del colon-retto, mentre esistono solo limitate evidenze per l’associazione tra un consumo molto alto di latte e derivati (> 400 g/die) e l’aumento del rischio di sviluppare il tumore della prostata.

5) Il latte aumenta il rischio di insorgenza di patologie cardio-metaboliche (malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2). Esistono dati che suggeriscono un effetto protettivo del consumo di latte e prodotti caseari, soprattutto prodotti scremati e fermentati, nei confronti dello sviluppo di sovrappeso, obesità, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.

6) Il latte contiene farmaci/pesticidi. I Regolamenti Europei impongono limiti, validi in tutta l’UE, alla presenza di residui negli alimenti, tra cui anche il latte e i suoi derivati. Dati recenti sui prodotti lattiero-caseari commercializzati in Italia hanno rilevato una forte aderenza a questi regolamenti. 

Conclusioni: La letteratura scientifica più recente indica che un consumo appropriato di latte e derivati ha effetti positivi in tutte le fasce di età, con l’eccezione di alcune specifiche condizioni patologiche, quali l’intolleranza accertata al lattosio e l’allergia alle proteine del latte.

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