Diaita

Salsomaggiore

Il 23 ottobre si è svolto a Salsomaggiore Terme il Convegno su “Alimentazione e Sport : Aspetti Pratici e Metabolici”. Il Corso dopo i Saluti del Presidente del Comitato Scientifico Sergio Bernasconi e del Sindaco di Salsomaggiore è stato introdotto dal Presidente Nazionale SIAS Pietro Di Fiore.
Il Vicepresidente SIAS Angelo Giglio ha aperto i lavori dando la parola all’ospite d’onore Tim Ziegenfuss dell’International Society of Sport Nutrition degli Stati Uniti che ha aperto il Convegno con una Lettura Magistrale su “Supplements and Sport Nutrition” .
Tim Ziegenfuss è stato omaggiato di una Targa come Membro Onorario della Società Italiana Alimetazione e Sport dal Presidente Nazionale SIAS Pietro Di Fiore e della Polo Ufficiale della Juventus F.C da Fabrizio Angelini e della Polo Ufficiale della Nazionale Italiana da Luca Gatteschi.
A Seguire le Relazioni di: Luca Gatteschi su “Aminoacidi Ramificati e Glutammina”; Massimo Negro su “Ipertrofia Muscolare e Proteine : Qualità, Quantità e Timing di assunzione”; Carmine Orlandi su “Gestione e Controllo del Peso e della Massa Muscolare negli sport di combattimento”; Pierluigi Pompei su ” Macronutrienti e Cortisolo e Testosterone” di Fabrizio Angelini su ” Macronutrienti e GH e Insulina”; Fulvio Marzatico su “Ossidazione Antiossidanti negli sport di forza e di endurance “; Nicola Sponsiello su “Ossidazione e Antiossidanti dell’apnea e nell’immersione assistita”. 

Indispensabile nella conduzione dell giornata l’apporto sempre pratico e lucido di Fulvio Massini uno dei più importanti Preparatori Atletici nel panorama del Podismo in Italia e non solo.

Il Corso è terminato poi in una Tavola Rotonda coordinata da Michelangelo Giampietro (Presidente della Sez. Nutrizione e Sport della SINU) su Nutrizione, Sport e Infiammazione in cui Attilio Speciani ha introdotto il tema del possibile ruolo dell’”Infiammazione Low-Grade legata ad intolleranza alimentare nella nutrizione dello sport” argomento “spinoso” ma che è stato trattato da tutti i partecipanti con estremo interesse e rigore scientifico . 

Fabrizio Angelini

Sezione Nutrizione e Sport SIAS 

Campagna UE per l’agricoltura biologica

La Commissione Ue ha lanciato la nuova campagna europea per l’agricoltura biologica che ha per slogan: “il biologico: buono per la natura, buono per noi”. il progetto per ora prevede la nascita di un sito internet multilingue, dove un’intera area sara’ dedicata agli operatori del settore biologico che potranno beneficiare dell’aiuto gratuito di esperti in strategie di marketing per la promozione dei propri prodotti. A breve, verra’ poi lanciato un concorso internazionale per la creazione di un nuovo logo che rappresenti l’intera agricoltura biologica europea.

Il commissario Ue per l´agricoltura e lo sviluppo rurale, Mariann Fischer Boel, ha sottolineatro che «La domanda dei consumatori per i prodotti biologici è in aumento, questo apre nuovi sbocchi a tutti i settori della catena di approvvigionamento alimentare. In occasione della campagna sotto lo slogan “Organic Farming. Good for nature, good for you”, chiedo a tutte le parti interessate di approfittare di questa iniziativa per promuovere il concetto di agricoltura biologica».

Nel 2005 il numero di operatori della filiera del biologico nell´Ue erano 182.305, con un aumento del 13,4% rispetto al 2004, mentre, a seconda dei Paesi, il mercato di prodotti biologici ha conosciuto aumenti tra il 5 ed il 30%.

La Commissione assicura che l´iniziativa in favore del biologico «si basa su un approccio globale che serve agli interessi degli operatori della filiera biologica all´interno dell´Unione europea e dà loro il modo di promuovere attivamente questo tipo di agricoltura».

La Commissione ha elaborato la campagna con l´aiuto di esperti nazionali, rappresentanti dei ministeri dell´agricoltura dei Paesi membri ed associazioni nazionali e internazionali dell´agricoltura biologica e punta, attraverso una trasparenza ed una fiducia accresciute, di rafforzare il gradimento dei consumatori verso i prodotti biologici.

http://ec.europa.eu/agriculture/organic/home_it

Expò II

Il Professor Michele Carruba, presidente di DIAITA, presidente di “Milano Ristorazione”, direttore del Centro Studio e Ricerca sull’Obesità all’Università di Milano, era presente il giorno “de honor” dell’Italia ed ha rilasciato questa intervista al Giornale Italiano de Espana.

 

Su quali punti si baserà l’Expo di Milano 2015?

Milano non sarà solo un momento di discussione culturale, scientifica e politica per contribuire, come ha fatto Kyoto con l’ambiente, al problema universale della nutrizione. Nutrire il pianeta significa agire a 360 gradi con basi scientifiche, bisogna organizzare politicamente la situazione e agire sull’agricoltura che è legata all’ambiente.

Il tema di Milano va dall’ambiente all’agricoltura, dall’economia, alla nostra tradizione mediterranea e all’impatto della alimentazione sulla salute. La metà della popolazione muore per mancanza di cibo e l’altra metà per eccesso di cibo. La comunità scientifica internazionale, la Millenium Commission, ha dichiarato che la parte del mondo che muore di stenti ha un impatto emotivo sulla popolazione, mentre la parte, forse maggiore, che muore di eccessi non ha un impatto altrettanto emotivo, ma costa molto di più alla società perché ha un notevole impatto economico.

Solo in Italia spendiamo 22,8 miliardi di euro all’anno per combattere o per curare le malattie legate alla cattiva alimentazione. Quelli che hanno sofferto la fame nei paesi emergenti, quando migliorano le condizioni economiche, hanno un rischio maggiore di obesità. Alle prime possibilità economiche eccedono. Questo vale per le nazioni neo ricche, ma anche per le famiglie neo ricche. L’obesità nasce dalla noncultura. Bisogna occuparsi nello stesso tempo di chi ha problemi di eccesso e di difetto.

Come si concilia la qualità con la necessità di una sempre maggiore produzione?

Puntando di più sulla qualità che sulla quantità. L’eccesso ci porta alle malattie. La qualità invece va perseguita di più, il cibo buono nutre non solo togliendo la fame, ma ci nutre culturalmente e ci soddisfa.

Naturalmente va bilanciato con il prezzo. Noi scenziati avevamo proposto dei premi o delle penalizzazioni di tipo fiscale per chi produce cibo buono o un cibo dannoso sulla salute.

Dovremmo favorire il consumo di frutta e verdura riducendo il consumo di grasso e di zuccheri. Discutere questo problema a Milano sarà una occasione per unire gli scienziati, coloro che si occupano della salute e della economia, arrivando a delle conclusioni attraverso un approccio integrato. Questo è il vero spirito dell’Expo.

Parliamo di Milano Ristorazione?

È una azienda comunale per il 99% e produce 100 mila pasti al giorno per le scuole milanesi, per le comunità degli anziani, per i poveri di prima accoglienza. Si occupa del sociale, senza scopi di lucro. La presenza a Saragozza è per rappresentare un ponte fra l’Expo 2008 e Milano 2015.

Vogliamo portare in tutto il mondo il valore della dieta mediterranea, che coniuga il gusto con la salute.

Deve essere riconosciuto come bene dell’umanità, far capire che il gusto e la salute non sono antitetici. Si può mangiare bene senza avvelenarsi.

Come siete stati presenti all’Expo?

Abbiamo gestito sei chioschi di selfservice e fast-food. Siamo l’unica azienda italiana che ha partecipato ad una gara internazionale e siamo gli unici non spagnoli ad essere presenti come ristorazione.

Expò I

da SARAGOZZA 2008 verso MILANO 2015

Riflessioni a seguito del viaggio all’Expò di Saragozza di Attilio Lombardi vice presidente Milan Expò Committee. 

L’Expo di Saragozza ci ha affascinato per numerosi aspetti, ma in modo particolare per come è stato trattato il tema dell’Acqua dalla società civile spagnola riunitasi nel padiglione “El Faro”, Padiglione delle ONG e delle Associazioni No profit spagnole.

Un esempio di aggregazione di associazioni, comitati ed ONG che hanno rinunciato alla loro rispettiva “immagine pubblica” per poter partecipare ad un evento unico ed irripetibile per la loro città, per la loro provincia e regione d’Aragona.

Il Comitato Expo di Saragozza ha contribuito in maniera significante a questo progetto della società civile contribuendo con ben 5 milioni di euro alla realizzazione del Padiglione El Faro così come per la programmazione degli eventi e la raccolta di 1000 volontari solo per la gestione del Padiglione nei 3 mesi di esposizione internazionale.

Un progetto sicuramente riuscito che ha fatto diventare “il faro” il simbolo ed il centro di incontri delle varie organizzazioni della società civile non solo spagnole ma di molti Paesi partecipanti.

Inoltre “il faro” è stato tra i pochi padiglioni a trasmettere, e comunicare con chiarezza, i contenuti riguardanti il tema dell’Expo di Saragozza, occupandosi in modo particolare del risparmio dell’acqua nel pianeta.

Un’idea sicuramente da sviluppare anche a Milano ed in Italia in vista dell’Expo del 2015 e, tenendo presente solo i 3 anni di lavoro che hanno impiegato gli ideatori del “faro”, noi del MEC, di Milano Bella da Vivere e di altre associazioni e/o ONG italiane, dovremmo costituire fin da subito un comitato di coordinamento di soggetti provenienti dalla società civile milanese e lombarda, di un progetto ancora più ambizioso e strumentale al tema dell’alimentazione, seguendo con occhio critico e costruttivo, a 360°, la progettazione e la realizzazione del nostro EXPO.

Un movimento “nuovo in Italia”, un FORUM delle associazioni che vada a sviluppare i temi legati alla società civile e che possa continuare anche dopo l’Expo 2015, operando come soggetto unico nella programmazione di una molteplicità di eventi, conferenze e nuovi progetti da sviluppare anche sotto forma di Fondazione.

L’altro aspetto che mi ha entusiasmato è quello dello sviluppo e la realizzazione del Sito Expo e la sistemazione urbanistica della città che ha dell’incredibile visti i soli 2 anni impiegati per la realizzazione delle costruzioni anche infrastrutturali e permanenti. Si è ridisegnata la città integrando molto bene il sito Expo alla stessa come se fosse progettata così da sempre. La nuova stazione ferroviaria – la più grande del continente – il ponte del 3° millennio, la cabinovia che unisce la stazione ferroviaria al sito expo, i padiglioni più significativi che troveranno, in parte, un loro riutilizzo dopo l’EXPO come, ad esempio, il Padiglione dell’ARAGONA che diventerà la sede del Consiglio Regionale a Saragozza.

Padiglione dell’ARAGONA

La viabilità interna ed esterna dell’Expo, il nuovo corso d’acqua che sorge dalla famosa Torre dell’Acqua, le piste ciclabili, i nuovi giardini pubblici e le numerose fontane che resteranno per sempre nel patrimonio della città, rinnovandola e rendendola, grazie ad essi, una città di nuova attrazione e concezione turistica, a cui si uniscono concettualmente le storiche chiese ed i monumenti millenari alle futuristiche strutture create per l’expo 2008.

Cosi come gli eventi organizzati dal Comitato Expo di Saragozza, dal padiglione EL FARO e dagli stessi padiglioni stranieri presenti hanno fatto sì che l’Expo diventasse una piattaforma di manifestazioni culturali, associative e di intrattenimento unica nel suo genere, tanto da diventare per gli spagnoli “una meta per le sole attrazioni ideate”.

Attrazioni che sono servite a riempire le giornate dei circa 30.000 visitatori al giorno e che sono state uno strumento ideale di comunicazione per i temi centrali dell’EXPO e che lasceranno nella memoria collettiva degli abitanti dell’Aragona e dell’intera Spagna un ricordo indelebile di profondo spirito di collaborazione tra le Istituzioni e la società civile Aragonese.

Attilio Lombardi

Vice presidente del Milan Expo Committee

 

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